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Una mamma al museo, quarta e ultima puntata

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E’ nuovamente sabato e la nostra allegra brigata sta tornando al Museo di San Marco. Oggi si è unito anche mio figlio maggiore, Marco. Ha dieci anni ed è rimasto conquistato dai racconti del fratello e del cugino. Il loro entusiasmo è stato contagioso e la curiosità per la biblioteca del piano di sopra, che visiteremo oggi, lo ha spinto ad unirsi al gruppo. Continua a leggere

Una mamma al museo, terza puntata

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Sono passate alcune settimane dalla mia prima visita al Museo di San Marco e finalmente sono riuscita a tornarci. Purtroppo durante la settimana per noi è impossibile venirci: è aperto solo di mattina, mentre i ragazzi ed io abbiamo scuola e lavoro. Ci restano il sabato e, quando è aperto, la domenica: che sono poi i giorni della settimana più ricchi di impegni. Continua a leggere

Una mamma al museo, seconda puntata

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Ecco Silvia! Finalmente una giornata tutta per noi. Siamo subito d’accordo col regalarci una colazione come si deve: cappuccino e brioche sedute al tavolino di un bar. Un lusso di tempo che nessuna delle due si concede mai, abituate come siamo a un caffè macchiato al banco, trangugiato al volo. Le racconto subito di come ho ingannato il tempo aspettandola. Lei, ovviamente, per il suo lavoro di guida è stata molte volte a San Marco ma non sapeva che il personale svolgesse delle visite guidate. Continua a leggere

Una mamma al museo, prima puntata

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Oggi doveva essere una giornata particolare e in effetti lo è stata. Non nel modo in cui pensavo ma lo è stata. Eccome se lo è stata. I ragazzi erano impegnati tutto il giorno per un torneo di calcio fuori Firenze. Stamattina la sveglia è suonata presto, talmente presto che sembrava quella normale dei giorni di scuola. Erano emozionati e in agitazione per le partite importanti che li aspettavano contro altri ragazzini come loro, ma di squadre di prim’ordine. Sognavano di incontrare calciatori famosi, qualcuno di quelli dell’album delle figurine. Di primo mattino, con i sensi ancora assopiti e l’ansia di scordare qualcosa, i borsoni del calcio erano stati preparati e, in pochi minuti, i miei ometti sedevano già nella macchina del babbo, pronti per la tanto agognata trasferta. Continua a leggere