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Da Firenze a Madrid, la “Madonna Alba” di Beato Angelico. Conferenza di Carl B. Strehlke al Museo di San Marco

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Proseguono gli eventi culturali al Museo di San Marco. Dopo la presentazione del restauro della Pala di Annalena, ecco un’altra opera di Beato Angelico al centro dell’attenzione: la bellissima Madonna della melagrana (o Madonna Alba), recentemente acquisita dal Museo del Prado di Madrid. In anteprima per l’Italia, ne parlerà lo studioso americano Carl Brandon Strehlke. Continua a leggere

Angelico ritrovato. Il restauro della Pala di Annalena.

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In occasione della Festa del Beato Angelico 2017, sabato 18 febbraio, alle ore 17.15, nella Biblioteca del Museo di San Marco si terrà la presentazione del restauro della Pala di Annalena del Beato Angelico, recentemente ricollocata nella sala dell’Ospizio del Museo di San Marco.

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Dopo il restauro, torna al museo la Pala di Annalena di Beato Angelico. In esclusiva, il fotoracconto dell’evento.

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Sono trascorsi più di due anni da quando, il 19 settembre 2014, una violenta tromba d’aria, con bomba di pioggia e grandine, devastò la sala dell’Ospizio nel Museo di San Marco, rompendo le finestre e danneggiando alcuni dipinti. Tra questi, la celebre Pala di Annalena di Beato Angelico, considerata la prima pala d’altare del Rinascimento, quadrangolare e senza pinnacoli gotici, come suggeriva Brunelleschi. Colpita da acqua e grandine, vetri e detriti, la tavola, con la sua predella, è stata sottoposta ad un meticoloso restauro, i cui risultati saranno presentati ufficialmente il prossimo 18 febbraio, festa del Beato Angelico. Già da ieri, però, come un piccolo (o grande) regalo di Natale, la pala è tornata al museo, visibile al pubblico in tutto il suo ritrovato splendore. In esclusiva, le prime immagini e il fotoracconto dell’evento. Continua a leggere

L’Annunciazione dell’Angelico: qualche doverosa precisazione (seconda parte).

Ammetto possa da parte mia esser stato un ingeneroso eccesso di zelo contestare alla quotidiana opera rischiaratrice delle guide turistiche un errore tanto poco sostanziale quale quello preso in considerazione la volta scorsa. In fondo, saper se lo scalone ci fosse o meno quando l’Angelico scelse dove dipingere la sua Annunciazione nulla toglie o aggiunge alla comprensione di quest’ultima né al piacere che se ne trae. Discorso ben diverso, tuttavia, laddove coloro improvvidamente si avventurino lungo i sentieri che conducono alla sostanza stessa dell’immagine o su per gli scoscesi terreni che introducono alla sua decifrazione. E proprio di questo ci occuperemo in questo secondo episodio del nostro viaggio attraverso i luoghi comuni che circondano il capolavoro del frate-pittore mugellano. Un viaggio – lo ricordiamo – che vuol essere anche, o soprattutto, una campagna contro quei luoghi comuni, in nome di quel vecchio adagio che diceva esser la conoscenza nemica acerrima così della facilità come dell’appagamento.   Continua a leggere

Benozzo Gozzoli si affranca da Beato Angelico. La Madonna della cintola e il ciclo di San Fortunato a Montefalco. Arte e spiritualità.

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Fino al 30 aprile, presso il Complesso museale di San Francesco a Montefalco (Perugia) sarà ancora possibile vedere in mostra nel luogo d’origine, prima che ritorni nella Pinacoteca Vaticana, la splendida pala d’altare di Benozzo Gozzoli raffigurante la Madonna della cintola, appena restaurata. Il dipinto, un’esplosione d’oro e colori, fu eseguito nel 1450 per il convento di San Fortunato a Montefalco, assieme ad una serie di affreschi, oggi frammentari. Il ciclo di San Fortunato rappresenta la prima vera prova di Benozzo da protagonista, come “maestro dipintore” indipendente da Beato Angelico. Il risultato, per autonomia d’invenzione, eleganza stilistica e solidità compositiva, è assolutamente sorprendente. Continua a leggere

Rassegna stampa. Madrid, al Prado sono stati presentati i due nuovi dipinti di Beato Angelico. Prime immagini e suggestioni.

Secondo quanto riporta la stampa iberica, il Patronato del Museo del Prado ha definitivamente approvato l’operazione, illustrata nel nostro articolo precedente, che consentirà fra pochi giorni di arricchire la collezione di arte italiana del Quattrocento con due dipinti di Beato Angelico, finora di proprietà della Casa d’Alba: la Madonna della melagrana e un pannello di predella raffigurante Il funerale di Sant’Antonio Abate. In conferenza stampa sono stati chiariti i dettagli dell’acquisto e, per la prima volta, sono state mostrate le due opere. Grande curiosità, in particolare, per il pannello di predella, di fatto sconosciuto al grande pubblico. Continua a leggere

Rassegna stampa. Madrid, il Museo del Prado acquisisce due opere di Beato Angelico. Una magnifica operazione da 18 milioni di euro.

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Sono tre le opere certe di Beato Angelico nei musei spagnoli: la celebre Annunciazione del Prado, la Madonna dell’Umiltà della collezione Thyssen (oggi a Barcellona, nel Museo Nazionale d’Arte della Catalogna) e una Madonna col Bambino e due angeli, detta la Virgen de la granada, ovvero la Madonna della melagrana, l’opera più nota delle collezioni d’arte della Casa d’Alba, fra le più illustri famiglie nobili spagnole. Secondo quanto riporta la stampa iberica di questi giorni, è proprio la Virgen de la granada che a breve entrerà a far parte del patrimonio statale del Museo del Prado.  Continua a leggere

Firenze nascosta. Fra Angeli e Angiolini, un affresco sorprendente di Beato Angelico (forse)

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Che cosa ci fa un Beato Angelico alla Casa del Mutilato di Firenze? La sede fiorentina dell’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra, in piazza Brunelleschi, vanta una piccola e quasi ignota raccolta d’arte, con opere di Bernardino Poccetti, Pier Dandini e un suggestivo Cristo nel Getsemani di Galileo Chini, che lo intitolò Il Tradìto. Ma è un frammento di affresco staccato, con accanto la sua sinopia, a rendere la raccolta speciale. Una Madonna col Bambino, frammentaria ma di qualità sorprendente, presentata nel 2006 alla mostra fiorentina su Lorenzo Monaco con un’ attribuzione audace e importante: opera di Beato Angelico. Continua a leggere

Capodanno fiorentino al Museo di San Marco: dal 25 marzo quattro giorni dedicati alle Annunciazioni di Beato Angelico. Visite guidate e uno straordinario video d’artista.

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Il 25 marzo si celebra la Festa dell’Annunciazione, che per molti secoli, fino al 1750, ha contrassegnato il primo giorno dell’anno nel calendario fiorentino. Fu solo con Francesco Stefano di Lorena, infatti, che anche Firenze fu obbligata a festeggiare il capodanno il 1° di gennaio. Eppure, il 25 marzo è una data ancora molto cara ai fiorentini, e continua la tradizione di recarsi in visita al santuario mariano per eccellenza, la SS. Annunziata e, poi, comprare il “croccante” o i “brigidini” alla fiera in piazza. Quest’anno, oltre ai festeggiamenti tradizionali, si aggiungono gli eventi speciali promossi dal Museo di San Marco, tutti incentrati sul tema dell'”Annunciazione”: visite guidate e uno straordinario video d’artista per rileggere, sotto una nuova luce, i capolavori di Beato Angelico.

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L’Annunciazione dell’Angelico: qualche doverosa precisazione (prima parte).

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Come quando si è invitati a un pranzo e, dopo aver gustato una squisita e laboriosa pietanza, si domandi alla padrona di casa quali mai ingredienti abbia utilizzato e che segreta ricetta abbia messo in opera per cotanta delizia, e ci si bei poi ad apprendere ogni minimo dettaglio della miracolosa preparazione, quasi a prolungare con altri sensi il piacere provato dianzi col palato; allo stesso modo, dinnanzi ad un’opera d’arte che ci incanti e meravigli empiendoci di estetica soddisfazione, è più che naturale venga la voglia di saperne di più sul chi, sul come, sul quando e sul perché quel capolavoro sia sbocciato all’esistenza, onde meglio penetrarne i pregi più reconditi, certo, ma anche, e forse più, per amplificare, in un’abbuffata caleidoscopica di rimandi e informazioni d’ogni sorta, l’altrimenti troppo semplice piacere ammaliante della vista. Continua a leggere