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Arte e tecnologie a San Marco: un nuovo studio sull’Annunciazione di Beato Angelico

L’Annunciazione di San Marco (quella nel corridoio del dormitorio, perché un’altra è nella terza cella) è indubbiamente l’opera più celebre di Beato Angelico, immagine simbolo del primo Rinascimento e icona (quasi un logo) del Museo di San Marco. In una parola, è l’Annunciazione per eccellenza. È pertanto un piacere segnalare l’uscita di una nuova pubblicazione, il primo numero della collana “Quaderni del Museo di San Marco”, dal titolo: Salve Mater L’Annunciazione di Beato Angelico a San Marco. Continua a leggere

L’Annunciazione dell’Angelico: qualche doverosa precisazione (seconda parte).

Ammetto possa da parte mia esser stato un ingeneroso eccesso di zelo contestare alla quotidiana opera rischiaratrice delle guide turistiche un errore tanto poco sostanziale quale quello preso in considerazione la volta scorsa. In fondo, saper se lo scalone ci fosse o meno quando l’Angelico scelse dove dipingere la sua Annunciazione nulla toglie o aggiunge alla comprensione di quest’ultima né al piacere che se ne trae. Discorso ben diverso, tuttavia, laddove coloro improvvidamente si avventurino lungo i sentieri che conducono alla sostanza stessa dell’immagine o su per gli scoscesi terreni che introducono alla sua decifrazione. E proprio di questo ci occuperemo in questo secondo episodio del nostro viaggio attraverso i luoghi comuni che circondano il capolavoro del frate-pittore mugellano. Un viaggio – lo ricordiamo – che vuol essere anche, o soprattutto, una campagna contro quei luoghi comuni, in nome di quel vecchio adagio che diceva esser la conoscenza nemica acerrima così della facilità come dell’appagamento.   Continua a leggere

L’Annunciazione di San Marco a Parigi. Caroline Duchatelet tra Italia e Francia.

Beato Angelico in San Marco a Firenze

A Parigi dal 17 al 27 ottobre è stato possibile vedere nella cappella du Calvaire nella chiesa di Saint Roch il video 25 mars, basato su una particolare e affascinante interpretazione della grande Annunciazione angelichiana di San Marco, ideato e realizzato dalla videoartista Caroline Duchatelet, con Yannick Haene, e Nelville Rowle.
Abbiamo avuto il piacere di conoscere Caroline Duchatelet mesi fa, quando il film girato all’alba del 17, 25 marzo e 8 aprile del 2013 davanti all’affresco del Beato Angelico, è stato proiettato nella biblioteca di Michelozzo, quindi a pochi metri dall’opera ispiratrice. Continua a leggere

Capodanno fiorentino al Museo di San Marco: dal 25 marzo quattro giorni dedicati alle Annunciazioni di Beato Angelico. Visite guidate e uno straordinario video d’artista.

Immagine 200

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Il 25 marzo si celebra la Festa dell’Annunciazione, che per molti secoli, fino al 1750, ha contrassegnato il primo giorno dell’anno nel calendario fiorentino. Fu solo con Francesco Stefano di Lorena, infatti, che anche Firenze fu obbligata a festeggiare il capodanno il 1° di gennaio. Eppure, il 25 marzo è una data ancora molto cara ai fiorentini, e continua la tradizione di recarsi in visita al santuario mariano per eccellenza, la SS. Annunziata e, poi, comprare il “croccante” o i “brigidini” alla fiera in piazza. Quest’anno, oltre ai festeggiamenti tradizionali, si aggiungono gli eventi speciali promossi dal Museo di San Marco, tutti incentrati sul tema dell'”Annunciazione”: visite guidate e uno straordinario video d’artista per rileggere, sotto una nuova luce, i capolavori di Beato Angelico.

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L’Annunciazione dell’Angelico: qualche doverosa precisazione (prima parte).

Copia di annunciazione hd

Come quando si è invitati a un pranzo e, dopo aver gustato una squisita e laboriosa pietanza, si domandi alla padrona di casa quali mai ingredienti abbia utilizzato e che segreta ricetta abbia messo in opera per cotanta delizia, e ci si bei poi ad apprendere ogni minimo dettaglio della miracolosa preparazione, quasi a prolungare con altri sensi il piacere provato dianzi col palato; allo stesso modo, dinnanzi ad un’opera d’arte che ci incanti e meravigli empiendoci di estetica soddisfazione, è più che naturale venga la voglia di saperne di più sul chi, sul come, sul quando e sul perché quel capolavoro sia sbocciato all’esistenza, onde meglio penetrarne i pregi più reconditi, certo, ma anche, e forse più, per amplificare, in un’abbuffata caleidoscopica di rimandi e informazioni d’ogni sorta, l’altrimenti troppo semplice piacere ammaliante della vista. Continua a leggere