Archivi categoria: Storia

Il Chiostrino della Santissima Annunziata: la scuola “moderna” di Andrea del Sarto e l’ombra di Fra Bartolomeo

La conclusione dei restauri del Chiostrino dei voti alla Santissima Annunziata è un’ottima notizia. Difficile trovare, a Firenze, un luogo d’arte così autentico, così bello e coinvolgente. È ancora un privilegio, e capita spesso, sotto le volte e tra le colonne volute da Piero de’ Medici, trovarsi quasi da soli in compagnia dei grandi affreschi di Baldovinetti e Cosimo Rosselli, Andrea del Sarto e Franciabigio, Rosso e Pontormo. Ma non è un museo, si badi bene, e non è solo grande arte. Il chiostrino è, prima di tutto, l’atrio di ingresso alla basilica dei Servi di Maria, che fa da scrigno al “miracoloso” affresco dell’Annunziata. C’è da chiedersi perché, in un contesto così importante per la città, e frequentatissimo, la decorazione pittorica di primo ‘500 non sia stata affidata all’artista più autorevole del momento, quel Fra Bartolomeo che proprio a due passi da lì, nel convento di San Marco, teneva bottega. Nel 1509, infatti, i frati dell’Annunziata assegnarono l’incarico ad un giovane pittore emergente, talentuoso ma ancora poco noto: Andrea del Sarto.

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L’ Umanesimo di Leonardo Bruni in mostra alla Biblioteca Medicea Laurenziana. Il legame con San Marco.

Fino al 5 gennaio 2018, presso la Biblioteca Medicea Laurenziana, è visitabile la mostra “Leonardo Bruni. L’Umanesimo a Firenze”, a cura di Paolo Viti, la prima dedicata al grande umanista, che fu politico, scrittore, storico, latinista e grecista. Aretino di nascita e fiorentino per cittadinanza, il Bruni (1370/74-1444) fu prima al servizio dei papi e poi, per quasi vent’anni, cancelliere della Repubblica di Firenze, celebrato, infine, nel raffinato monumento funebre scolpito dal Rosselino in Santa Croce: “dopo la morte di Leonardo, la Storia è in lutto, l’Eloquenza è ammutolita, e si dice che tutte le Muse, greche e latine, non abbiano potuto trattenere il pianto”. Leonardo Bruni e il mondo di San Marco, anche se non vi fu un vero e proprio rapporto diretto, fanno parte della stessa grande storia: l’Umanesimo fiorentino. E si scorgono numerosi punti di contatto.

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Il museo di San Marco visto dalla Spagna: un’eredità da preservare e trasmettere

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la sintesi di un contributo inviatoci da María De Mota Sànchez, studentessa spagnola del Master di Estudios Avanzados de Museos y Patrimonio Histórico-Artistico dell’Università di Madrid. Un Master che fornisce una formazione teorico-pratica di carattere fortemente interdisciplinare, per gestire e amministrare progetti all’interno di istituti museali.

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Zeffirelli e San Marco. Frammenti di gioventù fra La Pira, il David e Beato Angelico.

Tra i grandi personaggi di San Marco c’è, eccome, anche Franco Zeffirelli. L’ infanzia e l’adolescenza del celebre regista e scenografo fiorentino sono, infatti, profondamente legate al mondo di piazza San Marco. Dove abitava e dove frequentava la scuola e il convento domenicano. E dove, con l’energia fantastica delle menti creative, si tuffava, fino a lasciarsi sommergere, nelle acque strepitose della storia e dell’arte di Firenze. Felice e orgoglioso di esservi nato, di amarla e di appartenerle per sempre.

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FloReMus. Al Museo di San Marco e al Museo degli Innocenti, il primo Festival del Rinascimento musicale a Firenze

Tutti associano il Rinascimento artistico fiorentino alla fioritura di pittura, scultura e architettura. Solo pochi cultori, finora, conoscono l’importanza di Firenze nel Quattro-Cinquecento come laboratorio dei principali indirizzi musicali dell’epoca. A colmare la lacuna, dal 2 al 10 settembre 2017 si svolgerà FloReMus, Festival internazionale del Rinascimento musicale a Firenze, promosso da L’Homme Armé, storica associazione per la promozione della musica antica. Continua a leggere

Don Milani, artista dell’essenziale e del tutto

Se la ricerca dell’assoluto, nel bene e nel bello, del giovane Lorenzo Milani non avesse trovato nella fede il suo sbocco naturale, forse oggi non parleremmo di un grande sacerdote, appartenente a buon diritto alla tradizione apocalittica e profetica di religiosi alla Girolamo Savonarola; o del “maestro di Barbiana” della Lettera a una professoressa, ancora indigesto a molti; o di uno straordinario, torrenziale scrittore epistolare; piuttosto parleremmo di un artista.

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Antonino Pierozzi, santo domenicano nella Firenze dell’Umanesimo. Una figura da riscoprire.

“Chi dice Sant’Antonino Pierozzi, dice Convento di San Marco; e chi dice Convento di San Marco dice Firenze e destino, grandezza e responsabilità di Firenze…”, così scriveva Giorgio La Pira nel 1958, quando la fama di Sant’Antonino era ancora ben viva nella memoria dei fiorentini, che, con gran concorso, prendevano parte alle celebrazioni annuali in suo onore, il 10 di maggio, in San Marco.

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Salvato dall’alluvione. Al Museo di San Marco, uno straordinario Cristo ligneo in cerca di identità.

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“L’alluvione ha sommerso il pack dei mobili, delle carte, dei quadri che stipavano un sotterraneo chiuso a doppio lucchetto. Forse hanno ciecamente lottato … Dieci, dodici giorni sotto un’atroce morsura di nafta e sterco. Certo hanno sofferto tanto prima di perdere la loro identità”. Così Eugenio Montale, nel novembre del 1966, si riferiva ai libri e ai cari oggetti di una vita perduti con l’alluvione di Firenze. Continua a leggere

Chiostro dei Silvestrini: una scomoda eredità

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«Immaginate di aver ereditato una villa. Di questa villa conoscete le stanze, il mobilio e gli arredi. Nella villa ci sono anche delle soffitte piene di scatole e bauletti. Di tanto in tanto avete l’occasione di aprire queste scatole e questi bauletti e scoprire qualcosa di più su chi ha vissuto prima di voi nella villa. Alcune volte le scatole sono molto belle e sembra che contengano delle meraviglie, poi le aprite e non c’è nulla, oppure qualcuno ci ha rovistato prima di voi e dentro ci sono solo cianfrusaglie. Altre volte si tratta di scatole anonime che inaspettatamente possono contenere tesori». Continua a leggere

Firenze, 28 settembre 1453: “il maggiore e più terribile terremoto” colpisce la città e il contado. Paura, accampamenti e processioni. Gravi danni al convento di San Marco.

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Grandissimo, terribilissimo, violento, pauroso e molto spaventevole. Così le fonti dell’epoca descrivono il maggiore e più terribile terremoto della storia fiorentina, che causò danni e vittime, suscitando grandissimo tremore e tanto sbigottimento. Un vero e proprio giudicio di Dio, che altrimenti chiamare non si può. Eccone una cronaca. Continua a leggere