Archivi categoria: Artisti

In mostra a Milano: Mounir Fatmi e Beato Angelico, un insolito sodalizio artistico

Siamo soliti stimare la fortuna critica di un artista del passato sulla base del numero di mostre che gli vengono dedicate. Beato Angelico ha avuto le sue monografiche più importanti nel 1955, a Firenze e a Roma; nel 2005 al Metropolitan di New York; nel 2009 di nuovo a Roma, ai Musei capitolini; ne avrà un’altra nel 2019 a Madrid, in occasione dei centocinquant’anni dalla fondazione del Prado. Continua a leggere

Il Chiostrino della Santissima Annunziata: la scuola “moderna” di Andrea del Sarto e l’ombra di Fra Bartolomeo

La conclusione dei restauri del Chiostrino dei voti alla Santissima Annunziata è un’ottima notizia. Difficile trovare, a Firenze, un luogo d’arte così autentico, così bello e coinvolgente. È ancora un privilegio, e capita spesso, sotto le volte e tra le colonne volute da Piero de’ Medici, trovarsi quasi da soli in compagnia dei grandi affreschi di Baldovinetti e Cosimo Rosselli, Andrea del Sarto e Franciabigio, Rosso e Pontormo. Ma non è un museo, si badi bene, e non è solo grande arte. Il chiostrino è, prima di tutto, l’atrio di ingresso alla basilica dei Servi di Maria, che fa da scrigno al “miracoloso” affresco dell’Annunziata. C’è da chiedersi perché, in un contesto così importante per la città, e frequentatissimo, la decorazione pittorica di primo ‘500 non sia stata affidata all’artista più autorevole del momento, quel Fra Bartolomeo che proprio a due passi da lì, nel convento di San Marco, teneva bottega. Nel 1509, infatti, i frati dell’Annunziata assegnarono l’incarico ad un giovane pittore emergente, talentuoso ma ancora poco noto: Andrea del Sarto.

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L’ Umanesimo di Leonardo Bruni in mostra alla Biblioteca Medicea Laurenziana. Il legame con San Marco.

Fino al 5 gennaio 2018, presso la Biblioteca Medicea Laurenziana, è visitabile la mostra “Leonardo Bruni. L’Umanesimo a Firenze”, a cura di Paolo Viti, la prima dedicata al grande umanista, che fu politico, scrittore, storico, latinista e grecista. Aretino di nascita e fiorentino per cittadinanza, il Bruni (1370/74-1444) fu prima al servizio dei papi e poi, per quasi vent’anni, cancelliere della Repubblica di Firenze, celebrato, infine, nel raffinato monumento funebre scolpito dal Rosselino in Santa Croce: “dopo la morte di Leonardo, la Storia è in lutto, l’Eloquenza è ammutolita, e si dice che tutte le Muse, greche e latine, non abbiano potuto trattenere il pianto”. Leonardo Bruni e il mondo di San Marco, anche se non vi fu un vero e proprio rapporto diretto, fanno parte della stessa grande storia: l’Umanesimo fiorentino. E si scorgono numerosi punti di contatto.

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Fra Bartolomeo pittore di San Marco tra conferme e novità. Appunti da una conferenza di Serena Padovani.

Dal 26 al 28 ottobre, si terrà a San Marco un importante convegno di studi su Fra Bartolomeo, in occasione dei 500 anni dalla sua morte (31 ottobre 1517). Come anticipazione, e come invito al convegno, Serena Padovani ha voluto ripercorrere, in una brillante e magistrale conferenza nella Biblioteca di San Marco, il percorso cronologico e stilistico dell’opera del frate pittore, tra conferme e rilevanti novità. Ne riportiamo una sintesi di idee e di immagini, secondo i nostri appunti.

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Celebrando Fra Bartolomeo. Al Museo di San Marco, una conferenza di Serena Padovani e un importante convegno

E in Italia? Si domandava giustamente Artribune un anno fa, nel timore che i 500 anni dalla morte di Fra Bartolomeo (1473-1517) passassero inosservati nel nostro Paese, mentre l’Olanda gli dedicava una grande mostra e un bel catalogo. Triste a dirsi, quella mostra di Rotterdam, di cui parlammo a suo tempo sul blog, rimane l’unico vero evento. In Italia, ad oggi, nessuna mostra e nessuna celebrazione. Il savonaroliano Fra Bartolomeo, frate pittore di San Marco, maestro fondamentale nel passaggio tra Quattro e Cinquecento (si pensi al rapporto con Raffaello), è oggi un “dimenticato”. Schiacciato dalle tendenze mainstream, che cercano l’eccentrico, il titanico e il maudit, e (per incultura) non sanno più apprezzare l’arte quando è ricerca di equilibrio. E gli studi e le mostre, si sa, seguono spesso la corrente. Continua a leggere

L’ascolto, il silenzio e il gesto: Virgilio Sieni ritorna a San Marco e nei Cenacoli fiorentini

Cenacoli Fiorentini#7_Grande Adagio Popolare di Virgilio Sieni compie sette anni. Un progetto artistico ambizioso, di dialogo tra passato e presente, danza contemporanea e pittura rinascimentale, istintualità e codificazione del gesto, articolato in quattro azioni coreografiche che coinvolgono quattro comunità di danzatori (professionisti e non professionisti, di tutte le età, provenienze e abilità) e si svolgono in tre Refettori conventuali (San Salvi, Ognissanti e Sant’Apollonia) e nella Biblioteca monumentale di San Marco.

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Don Milani, artista dell’essenziale e del tutto

Se la ricerca dell’assoluto, nel bene e nel bello, del giovane Lorenzo Milani non avesse trovato nella fede il suo sbocco naturale, forse oggi non parleremmo di un grande sacerdote, appartenente a buon diritto alla tradizione apocalittica e profetica di religiosi alla Girolamo Savonarola; o del “maestro di Barbiana” della Lettera a una professoressa, ancora indigesto a molti; o di uno straordinario, torrenziale scrittore epistolare; piuttosto parleremmo di un artista.

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Il senso (ambiguo) di Ai Weiwei per il Rinascimento. Savonarola e gli altri.

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“La libertà non è una condizione fissa, è una lotta. Ogni mostra rappresenta una lotta per la libertà. Nella lotta si vede la libertà”. Così l’acclamato artista cinese Ai Weiwei sul significato di “Libero”, la rassegna antologica di Palazzo Strozzi a lui dedicata, la prima in Italia, che sta per concludersi a Firenze. “Libertà va cercando”, così Virgilio, nel primo canto del Purgatorio, parla di Dante con l’anima di Catone l’Uticense, che preferì togliersi la vita pur di non perdere la propria libertà sotto il giogo di Cesare. Il fiorentino Dante e il cinese Ai Weiwei, due “cercatori” di libertà. Più spirituale, quella di Dante; più politica (e provocatoria), quella di Ai Weiwei.

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Salvato dall’alluvione. Al Museo di San Marco, uno straordinario Cristo ligneo in cerca di identità.

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“L’alluvione ha sommerso il pack dei mobili, delle carte, dei quadri che stipavano un sotterraneo chiuso a doppio lucchetto. Forse hanno ciecamente lottato … Dieci, dodici giorni sotto un’atroce morsura di nafta e sterco. Certo hanno sofferto tanto prima di perdere la loro identità”. Così Eugenio Montale, nel novembre del 1966, si riferiva ai libri e ai cari oggetti di una vita perduti con l’alluvione di Firenze. Continua a leggere

Le Storie di San Francesco negli affreschi del ‘600 a Borgo a Mozzano. Benozzo Gozzoli, l’ “albero della conformità”, il “pranzo mistico” e altre suggestioni

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E’ trascorso quasi un anno da quando, incuriosito dalla presenza di un raro soggetto francescano in un dipinto del Museo di San Marco, cercai di offrirne una nuova lettura: il pranzo mistico di Santa Chiara e San Francesco.  Lo stesso soggetto ricompare oggi, dopo il restauro,  in una lunetta del chiostro del Convento di San Francesco a Borgo a Mozzano, in provincia di Lucca,  parte di un ciclo secentesco dedicato alla vita del Santo di Assisi. Su storia e iconografia del ciclo, è uscito da poco uno studio, a cura di Christopher Stace (A sua immmagine, 2016). Basato su fonti agiografiche e artistiche, è un bell’esempio, così raro in Italia, di alta divulgazione culturale: rigoroso, ma al tempo stesso chiaro e accessibile a tutti, ricchissimo di immagini. Continua a leggere