Archivi categoria: Artisti

Don Milani, artista dell’essenziale e del tutto

Se la ricerca dell’assoluto, nel bene e nel bello, del giovane Lorenzo Milani non avesse trovato nella fede il suo sbocco naturale, forse oggi non parleremmo di un grande sacerdote, appartenente a buon diritto alla tradizione apocalittica e profetica di religiosi alla Girolamo Savonarola; o del “maestro di Barbiana” della Lettera a una professoressa, ancora indigesto a molti; o di uno straordinario, torrenziale scrittore epistolare; piuttosto parleremmo di un artista.

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Il senso (ambiguo) di Ai Weiwei per il Rinascimento. Savonarola e gli altri.

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“La libertà non è una condizione fissa, è una lotta. Ogni mostra rappresenta una lotta per la libertà. Nella lotta si vede la libertà”. Così l’acclamato artista cinese Ai Weiwei sul significato di “Libero”, la rassegna antologica di Palazzo Strozzi a lui dedicata, la prima in Italia, che sta per concludersi a Firenze. “Libertà va cercando”, così Virgilio, nel primo canto del Purgatorio, parla di Dante con l’anima di Catone l’Uticense, che preferì togliersi la vita pur di non perdere la propria libertà sotto il giogo di Cesare. Il fiorentino Dante e il cinese Ai Weiwei, due “cercatori” di libertà. Più spirituale, quella di Dante; più politica (e provocatoria), quella di Ai Weiwei.

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Salvato dall’alluvione. Al Museo di San Marco, uno straordinario Cristo ligneo in cerca di identità.

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“L’alluvione ha sommerso il pack dei mobili, delle carte, dei quadri che stipavano un sotterraneo chiuso a doppio lucchetto. Forse hanno ciecamente lottato … Dieci, dodici giorni sotto un’atroce morsura di nafta e sterco. Certo hanno sofferto tanto prima di perdere la loro identità”. Così Eugenio Montale, nel novembre del 1966, si riferiva ai libri e ai cari oggetti di una vita perduti con l’alluvione di Firenze. Continua a leggere

Le Storie di San Francesco negli affreschi del ‘600 a Borgo a Mozzano. Benozzo Gozzoli, l’ “albero della conformità”, il “pranzo mistico” e altre suggestioni

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E’ trascorso quasi un anno da quando, incuriosito dalla presenza di un raro soggetto francescano in un dipinto del Museo di San Marco, cercai di offrirne una nuova lettura: il pranzo mistico di Santa Chiara e San Francesco.  Lo stesso soggetto ricompare oggi, dopo il restauro,  in una lunetta del chiostro del Convento di San Francesco a Borgo a Mozzano, in provincia di Lucca,  parte di un ciclo secentesco dedicato alla vita del Santo di Assisi. Su storia e iconografia del ciclo, è uscito da poco uno studio, a cura di Christopher Stace (A sua immmagine, 2016). Basato su fonti agiografiche e artistiche, è un bell’esempio, così raro in Italia, di alta divulgazione culturale: rigoroso, ma al tempo stesso chiaro e accessibile a tutti, ricchissimo di immagini. Continua a leggere

Il crocifisso segreto di Beato Angelico, l’albero dei domenicani, la vite mistica e altre divagazioni attorno all’affresco del Capitolo di San Marco

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Anche se il restauro della grande Crocifissione di Beato Angelico, nella sala del Capitolo di San Marco, si è concluso prima dell’estate 2014, solo pochi giorni fa, in occasione della conferenza di presentazione al pubblico del relativo volume di studi, è stata resa nota la scoperta, all’interno dell’affresco, di una piccola sagoma cruciforme. Poco più di un’ombra, enigmatica e suggestiva, riapparsa dopo secoli di oblio. Continua a leggere

I disegni di Fra Bartolomeo da Firenze all’Olanda. Anteprima della mostra di Rotterdam.

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A Maastricht, in Olanda, si svolge ogni anno la Fiera Europea di Belle Arti (TEFAF), fra le più importanti manifestazioni mondiali di mercato d’arte e antiquariato. L’edizione 2016 (11-20 marzo) presenta, in mostra, una selezione di stampe e disegni prestati dal Museo Boijmans Van Beuningen di Rotterdam. Su tutti, si distinguono i bellissimi disegni di Fra Bartolomeo, anteprima dell’importante esposizione olandese che, a partire dal prossimo autunno, inaugurerà le celebrazioni dedicate al frate pittore, a 500 anni dalla morte. Continua a leggere

Benozzo Gozzoli si affranca da Beato Angelico. La Madonna della cintola e il ciclo di San Fortunato a Montefalco. Arte e spiritualità.

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Fino al 30 aprile, presso il Complesso museale di San Francesco a Montefalco (Perugia) sarà ancora possibile vedere in mostra nel luogo d’origine, prima che ritorni nella Pinacoteca Vaticana, la splendida pala d’altare di Benozzo Gozzoli raffigurante la Madonna della cintola, appena restaurata. Il dipinto, un’esplosione d’oro e colori, fu eseguito nel 1450 per il convento di San Fortunato a Montefalco, assieme ad una serie di affreschi, oggi frammentari. Il ciclo di San Fortunato rappresenta la prima vera prova di Benozzo da protagonista, come “maestro dipintore” indipendente da Beato Angelico. Il risultato, per autonomia d’invenzione, eleganza stilistica e solidità compositiva, è assolutamente sorprendente. Continua a leggere

Soggetti svelati al Museo di San Marco: il “pranzo mistico” di Santa Chiara e San Francesco

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Che ci siano San Francesco e Santa Chiara attorno ad una piccola mensa imbandita, è palese. Per il resto, son più dubbi che certezze. Stiamo parlando di un olio su tela esposto nel Refettorio Grande del Museo di San Marco. Poco studiato, attrae i curiosi di soggetti rari e di nature morte. Se ne sta in disparte, fra una Plautilla Nelli e un Ridolfo del Ghirlandaio, meritando, di sicuro, una maggiore considerazione. “Anonimo fiorentino sec. XVI” -si legge nella didascalia- Cena mistica di San Francesco e Santa Chiara. Dipinto su tela. Provenienza: Firenze, Convento di San Marco”. Tutto qui? La stringatezza, in realtà,  nasconde molti  interrogativi irrisolti. Chi l’ha dipinto? E quando? E da dove viene? Ma, soprattutto, che cosa raffigura veramente? Continua a leggere

Tra Beato Angelico e Oriana Fallaci: uno scrittore polacco in visita a Firenze

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Abbiamo incontrato Remigiusz Grzela, scrittore, poeta, drammaturgo e giornalista polacco, venuto in visita al museo di San Marco. Remigiusz ci parla del suo incontro con Firenze, con l’arte dell’Angelico e dei motivi che lo hanno portato in Italia.  Continua a leggere

La Madonna della Cintola: un soggetto misterioso finalmente decifrato.

Giovanni Antonio Sogliani - Madonna della Cintola (1521) - Firenze, Museo di San Marco

Giovanni Antonio Sogliani – Madonna della Cintola (1521) – Firenze, Museo di San Marco.

Il visitatore del Museo di San Marco che – il volto effuso ancora della pace ispiratagli dal chiostro di Michelozzo e dalle visioni angelichiane dell’Ospizio – si avventuri a varcare la soglia del Refettorio Grande, non di rado lo vedrete assumere ben presto un’espressione perplessa, ristare pensieroso ed accigliato, scuotere il capo dinnanzi all’omertà dei cartellini, inveire contro il vademecum portato da casa o acquistato sul posto, per risolversi infine – extrema ratio – a chieder lumi al più vicino addetto alla custodia.

Costui sarà dunque condotto dinnanzi a un dipinto raffigurante, in alto, la Vergine Maria sporgentesi di tra le nuvole e tra putti e, in basso, attorno a un sepolcro vuoto di salma ma colmo di fiori, un gruppetto di santi tra i quali uno, in ginocchio, lo sguardo alla Vergine, che sembra stia per ricevere da costei un qualcosa che somiglia a un nastro o ad una cordicella. “Madonna della Cintola” recita ermetico il cartellino. E ce n’è un altro identico più avanti – avverte il visitatore – e un altro ancora, alla parete opposta: tutte Madonne della Cintola, tutte! Ma che cos’è, che significa? –

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