Perché il complesso di San Marco a Firenze torni al centro della politica culturale e turistica nazionale #ioamosanmarco

Un gran numero di persone, da ogni parte d’Italia, sta esprimendo la propria preoccupazione per la possibile chiusura di San Marco a Firenze, come si legge in una petizione online promossa dai frati del convento. È bene chiarire che la notizia non riguarda il Museo statale di San Marco (quello con le opere di Beato Angelico, per intendersi), ma la sola parte conventuale, inclusa la chiesa, gestita dai padri domenicani (che per decisione del capitolo provinciale dell’ordine dovrebbero essere trasferiti nei prossimi mesi).

Ciò premesso, non si può tacere che da troppi anni il complesso di San Marco sta vivendo criticità profonde che rischiano di pregiudicarne il futuro.

L’antico convento di San Marco (quello di Cosimo il Vecchio, Michelozzo, Sant’Antonino, Beato Angelico, Savonarola, Fra Bartolomeo, La Pira…) è storicamente diviso fra tre differenti amministrazioni: 1) Museo di San Marco, statale, del Polo museale della Toscana (Ministero Beni e Attività Culturali e del Turismo); 2) Comunità domenicana (che ha in affidamento la chiesa e gli spazi conventuali che non fanno parte del museo); 3) Fondazione Giorgio La Pira (che opera in alcuni locali dell’ex convento). Tre soggetti, è bene dirlo senza ipocrisie, che raramente dialogano tra loro e che non condividono alcun progetto comune.

Perché chiesa e museo non hanno orari di apertura armonizzati? Perché in chiesa alcune cappelle sono chiuse al pubblico? Perché non sono fruibili la sala con gli affreschi di Annigoni e la cella dove abitò Giorgio La Pira? Perché il museo apre solo di mattina, la sala di Paolo Uccello e il chiostro di San Domenico sono sempre chiusi e, ormai da mesi, sono sospese le visite guidate? E che ne è della storica farmacia (con gli arredi originali dell’Ottocento), chiusa da oltre vent’anni?

San Marco deve tornare ad essere un centro vivo di arte, storia, spiritualità e cultura, nel segno dell’umanesimo. Quanti eventi, mostre, convegni, letture e spettacoli potrebbero essere promossi! Quanti percorsi educativi, sui temi dell’arte, della storia, della filosofia e della buona politica, sulla scia di Beato Angelico e di La Pira! San Marco ha tutte le potenzialità per diventare un polo attrattivo di assoluta eccellenza.

Ministero dei Beni Culturali e del Turismo, Ordine Domenicano e Fondazione La Pira non possono limitarsi alla sola cura dell’ordinario. Occorre un grande progetto innovativo per ricollocare San Marco al centro delle politiche culturali e turistiche del nostro Paese.

San Marco necessita urgentemente di un rilancio. C’è bisogno di creare una “cabina di regia”, un luogo di coordinamento che, con l’entusiasmo e la forza di nuove idee, si proponga di 1) promuovere un’identità culturale unitaria; 2) sviluppare progetti di educazione, promozione e valorizzazione del patrimonio; 3) reperire risorse umane e finanziarie per garantire una migliore fruizione, realizzare eventi e sostenere allestimenti e restauri.

Nel 2019 si celebrano i 150 anni dalla nascita del Museo di San Marco. Una ricorrenza importante che deve spingere tutti i soggetti interessati, locali e nazionali, pubblici e privati, ad accettare la responsabilità di questa sfida di cambiamento e a cogliere l’opportunità di lavorare insieme.

Il complesso di San Marco a Firenze, cuore dell’umanesimo, deve tornare al centro della politica culturale e turistica nazionale. Il momento è adesso!

#ioamosanmarco

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6 commenti

  1. Buongiorno! Ma lo stato della chiesa in tutto questo? Se alcune realtà soffrono il vaticano non fa nulla viste le ingenti somme che possiede? Non voglio fare discorsi scontati ma per secoli i papi hanno tutelato il nostro patrimonio artistico e non posso credere che la chiesa di Roma non faccia nulla. Grazie

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    1. Bisogna tenere presente la specificità del complesso di San Marco, che dalla fine dell’800 non è più un bene ecclesiastico, bensì un bene immobile statale (inclusa chiesa e convento) afferente al Fondo edifici di culto del Ministero dell’Interno, in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (che tutela il patrimonio architettonico e artistico di tutto il complesso e gestisce direttamente il museo). Per questo, c’è bisogno di un progetto comune fra questi soggetti statali, Chiesa cattolica (Domenicani, Diocesi di Firenze…), Fondazione La Pira e, auspicabilmente, comune di Firenze e altri enti (pubblici e privati). A Firenze simili esempi virtuosi esistono già, si pensi a Santa Croce e a Santa Maria Novella. Grazie del contributo!

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      1. Forse bisognerebbe costituire un’ “Opera per San Marco” che coordini le amministrazioni che attualmente lo gestiscono, come succede per Santa Maria Novella, San Lorenzo, Santa Croce

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      2. Egregio signore che hai pubblicato questo discorso in
        ” Favore” del Proseguimento dell’Esistenza di SAN MARCO, quando dici ” San Marco ha Tutte le potenzialità per essere un polo d’attrattiva importante per Mostre, Spettacoli, Conferenze…” Ma non sai che dal 2000 l’Associazione Culturale Onlus
        ” Beato Angelico per il Rinascimento ” si E ‘ prodigata per Far Conoscere al Popolo
        Che Beato Angelico e’
        Patrono Universale delle Arti e degli Artisti Beato Angelico, per volere del
        Papa Giovanni Paolo II, oggi Santo ? IL Santo Carol ebbe un’idea Ispirata ad erigere a Patrono di Tutte le Arti il
        Beato più Vicino a San Marco… Un’Idea per proiettare il Passato nel Presente, per rilanciare San Marco nell’attualita attraverso gli Artisti Di Tutto il Mondo…
        Ma e’ stata l’associazione
        ” Beato Angelico per il Rinascimento” che ha colto il Messaggio e l’ha fatto diventare reale, era dal 1984 che il Papa San Carol Wojtyla aveva lanciato il Beato Angelico nel Futuro. E’ dal 2000 che nel Nome del Patrono degli Artisti, che ” Beato Angelico per il Rinascimento” si e’ prodigata per far conoscere questo Fatto importantissimo per San Marco ed il Mondo attraverso Concerti, Conferenze, Mostre, e Soprattutto la
        ” Medaglia Beato Angelico ” con cui ha coinvolto 55 Artisti Nazionali ed internazionali, da Zeffirelli a Panerai Carlo Conti,
        Mario Luzi, Lina Wertmüller,
        Massimo Ranieri, Andrea Bocelli , Aleandro Baldi e Riccardo Azzurri, Claudia Kool ,
        Pamela Villoresi…. Ecc…
        Non se n’è mai accorto esimio Signore? Puo’ venire a San Marco Lei e persone armate di Buona Volontà a Proporre altri eventi ed aggiungere Valore,
        La porta e’ Aperta

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  2. « […] Dopo lunga tencione verranno al sangue, e la parte selvaggia caccerà l’altra con molta offensione. »
    (Inferno VI, 64-66)

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  3. Il convento di San Marco è stata la luce della mia visita a Firenze. Voglia Dio che la luce continui a brillare in modo vivo con il convento funzionante, centro di fede cultura e, perchè no, riferimento per la politica locale e nazionale.

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