Savonarola e la canzone italiana, fra rabbia e ironia. Una voce scomoda che ancora ci provoca. (terza puntata)

savonarola-ferrara-dettaglioGiorgio-Canali

Si conclude la nostra bizzarra incursione nel mondo della canzone italiana. A ritroso nel tempo, dopo l’urlo rabbioso di Eugenio Finardi (Come Savonarola, 2014) e i ritmi vulcanici di Caparezza (Sono il tuo sogno eretico, 2011), è la volta di Giorgio Canali, autentico rocker anarchico, autore, cantante e soprattutto chitarrista. Del 2004, incisa assieme alla band “Rossofuoco”, è l’arrabbiatissima Savonarola (la fine del mondo a Ferrara). Potente, ruvida, dissacrante, è un manifesto visionario e grottesco contro le ipocrisie rassicuranti di un certo modo di vivere e di intendere il mondo.

GiorgioCanali_solo_Urlo

Dopo le fondamentali esperienze in gruppi “cult” del rock alternativo italiano, quali i “CCCP Fedeli alla linea”, i “CSI Consorzio Suonatori Indipendenti” e i “PGR Per Grazia Ricevuta”, negli anni 2000 Giorgio Canali intraprende un percorso artistico personale con una sua band stabile, i “Rossofuoco”. Nel 2004 esce il secondo album, il cui titolo coincide con il nome del gruppo, “Giorgio Canali & Rossofuoco” (pubblicato da La Tempesta Dischi).

La settima traccia è Savonarola (la fine del mondo a Ferrara), un rock senza orpelli, potente e ossessivo, dal testo aggressivo, caustico e surreale.

savonarola-ferrara-

È una visione grottesca della fine del mondo e del giorno del giudizio che si abbatte, inaspettato e violento, sulla placida e pingue Ferrara, nell’insospettabile ora dell’aperitivo e dello shopping. Un’apocalisse surreale in quattro scene: Michele Arcangelo, scambiato per “un chitarrista metallaro”, fa strage di donne con la sua spada; il mostruoso Leviatano “emerge dal Po” e “orrende bestie” fanno un massacro nei negozi di lusso; tra “piogge di fuoco e angeli trombettieri” ecco apparire un rabbiosissimo e vendicativo Savonarola che tuona: “ve l’avevo detto io, io che sono cenere, ora tocca a voi!”; in una pioggia di pantegane e zanzare, “si scoperchiano i sepolcri” e la “città delle biciclette” si riempie di “cadaveri che pedalano” (un’immagine formidabile!). È troppo tardi, ormai, sia per pentirsi sia per un ultimo happy hour o per approfittare dei saldi. È giunta, ormai, “l’ora dei conti”. “Dio, per guastarci la serata di più non potevi fare!”.

Tutta da ascoltare (a volume alto):

Dal blog Songwriters di Luca Barachetti, riportiamo uno stralcio di intervista a Giorgio Canali:

 Savonarola” è una canzone molto dirompente a livello di immagini, quasi cinematografica. Penso alla scena del Leviatano che viene dal Po a invadere la città, uno se va a Ferrara se la immagina proprio…

Io so anche da dove viene il Leviatano, a Ferrara ci vivo: arriva da viale Cavour dopo aver schiacciato la Montedison nella zona industriale (ridiamo, ndr). “Savonarola” è uno di quei pezzi che mentre scrivevamo la musica avevo già bene in testa l’idea del testo: un delirio di provincia, un’Apocalisse da discount… e l’intento mio era che il pezzo dovesse suonare come suonava “Centomila” nel primo album: un carro armato molto molto pesante che si trascina in avanti con sopra queste immagini da Apocalisse “de noantri”. 

Ma perché hai scelto Ferrara come città da fine del mondo?

Non c’è un motivo vero e proprio. Vedo Ferrara come la città un po’ glamour, dove le ragazze sono tutte belle, tutte bionde, tutte vestite bene, parlano tutte così (imita con la voce la cadenza delle ragazze, ndr) e vedere in quel posto un angelo metallaro che arriva e fa un macello è grandioso.

Oltre a quella dell’angelo metallaro e quindi dell’Apocalisse, l’altra figura interessante è quella di Savonarola…

L’ idea di Savonarola non viene direttamente da Ferrara, dove c’è una statua di Savonarola, ma da “Finistère” dei CSI. Giovanni (Lindo Ferretti, ndr) lì è Savonarola: indossa il suo cappuccio e indica: “Annus horribilis in decade malefica!”. Io appena sono arrivato a Ferrara e ho visto la statua di Savonarola, ho detto: “Che cazzo ci fa qui una statua di Giovanni!?” (ridiamo, ndr). Insomma Savonarola ce l’ho in casa!

Ma senti anche il desiderio di avere un Savonarola nella nostra società?

Mah… è quello che ti dice “ricordati che devi morire!”, “ricordati che sei cenere!”. È il menagramo, quello vero, lo iettatore. Sì, ci vuole, almeno per contrapposizione a uno che dice che va tutto bene perché abbiamo tutti la Bmw e tre telefonini. Piuttosto che credere all’ottimismo assoluto preferisco credere al pessimismo assoluto. Sono uno dei tre nichilisti del “Grande Lebowski”!

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TESTO

Giorgio Canali & Rossofuoco, Savonarola (la fine del mondo a Ferrara) (2004)

Colui che a prima vista
ci era parso un chitarrista metallaro
di borchie d’oro, l’aureola scintillante
si rivela in realtà e con nostro vivo disappunto
san Michele arcangelo con la spada fiammeggiante

troppo tardi per pentirsi
troppo tardi per i pentimenti
troppo tardi per i pianti
troppo tardi per l’happy hour
è giunta l’ora dei conti

mandrie di bionde trucidate all’ora dell’aperitivo
da un arcangelo stronzo, misogino e per di più aggressivo

se solo avessi saputo prima
dell’arrivo della fine del mondo mi sarei vestito meglio stamattina
se solo l’avessi immaginato
avrei trovato il modo di commettere qualche peccato in più

nella nebbia, lampi elettrici con tuoni di metano
emerge dal Po e striscia verso il centro il Leviatano
nelle boutique di lusso stragi di tailleur e di commesse
non vandali teppisti ma orrende bestie
dalle svariate e innumerevoli teste

troppo tardi per i pentimenti
troppo tardi per i pianti
troppo tardi per rifarsi il guardaroba con gli sconti

e dai cieli ecco venire giù
piogge di fuoco e di angeli trombettieri
e in questo frastuono di trombe
dal suo secondo rogo
Savonarola tuona incazzato come non mai:
“ve l’avevo detto io, io che sono cenere, ora tocca a voi!”

si scoperchiano i sepolcri
erano secoli che aspettavano
nella città delle biciclette
orde di cadaveri che pedalano
piovono pantegane,
nuvole di zanzare,
Dio, per guastarci la serata di più non potevi fare!

se solo avessi saputo prima
dell’arrivo della fine del mondo mi sarei vestito meglio stamattina
se solo l’avessi immaginato
mi sarei fatto trovare molto, ma molto più ubriaco di così

troppo tardi…
troppo tardi…
troppo tardi…
troppo tardi…

Savonarolagiorgio-canali-e-rossofuoco

a cura di Alessandro Santini

 

Per saperne di più: 

Giorgio Canali, pagina Facebook

Giorgio Canali & Rossofuoco, pagina Facebook

 

vai alla seconda puntata (Caparezza, Sono il tuo sogno eretico)

vai alla prima puntata (Finardi, Come Savonarola)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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